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Contributo a Fondo Perduto per ristoro danni Covid-19

Contributo a Fondo Perduto per ristoro danni Covid-19

Presentazione istanze a partire dal 15 giugno 2020.

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Il decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 (cosiddetto decreto “Rilancio”) ha introdotto numerose disposizioni destinate a sostenere gli operatori economici danneggiati dalla crisi sanitaria dovuta alla diffusione del “Coronavirus”. Tra queste, il contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 25 del decreto. Il contributo consiste in una somma di denaro della quale può usufruire una vasta platea di beneficiari, senza alcun obbligo di restituzione. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020 vengono illustrate le condizioni per usufruire del contributo e le modalità di predisposizione e di trasmissione dell’istanza.

Il contributo spetta a coloro che esercitano attività d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita IVA. Tra gli aventi diritto sono comprese anche le imprese esercenti attività agricola o commerciale, anche se svolte in forma di impresa cooperativa, con fatturato nell’ultimo periodo d’imposta inferiore a 5 milioni di euro.

Affinché il contributo a fondo perduto previsto dall’art. 25 del Decreto Rilancio possa essere riconosciuto occorre possedere il seguente requisito: l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di Aprile 2020 deve essere inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi relativi al mese di Aprile 2019.

Il contributo a fondo perduto COVID-19 spetta anche ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 e che hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni che già versavano in uno stato di emergenza per eventi calamitosi alla data di insorgenza dell’emergenza COVID-19 e per i quali, date le difficoltà economiche, non è necessaria la verifica del calo di fatturato.

ENTITÀ DEL CONTRIBUTO

L’ammontare del contributo è determinato applicando una diversa % alla differenza tra l’importo del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’analogo importo del mese di aprile 2019:

Le percentuali previste sono le seguenti:

  1. 20%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 400.000 euro
  2. 15%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 400.000 euro ma non l’importo di 1.000.000 di euro
  3. 10%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 1.000.000 di euro ma non l’importo di 5.000.000 euro.

Il contributo è comunque riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Per velocizzare l’accesso e l’erogazione dei contributi a fondo perduto, i controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, a carico delle imprese, saranno effettuati solo dopo il pagamento.

Con la circolare n. 15/E del 13 giugno 2020, firmata dal direttore Ernesto Maria Ruffini, l’Agenzia fornisce precisi dettagli a 360° sull’ “aiuto”, delineando requisiti e condizioni da rispettare per accedere al contributo. In particolare, il documento di prassi analizza in modo puntuale i passi da compiere per richiedere e ottenere il beneficio, fornendo, anche, tutte le indicazioni per consentire ai contribuenti la regolarizzazione spontanea, nel caso rilevino di aver erroneamente percepito il bonus.

L’Agenzia delle Entrate effettuerà solo alcuni controlli formali e di coerenza, confrontando i dati dell’istanza con le informazioni presenti in Anagrafe tributaria. Solo in seguito all’erogazione saranno, invece, eseguiti i controlli di merito tra cui, ad esempio, l’incrocio con i dati fiscali delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici. Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 15/E del 13 giugno, il contributo sarà quindi riconosciuto sotto condizione risolutiva con successivo recupero, previa applicazione di sanzioni e interessi, nei confronti di coloro che lo abbiano percepito indebitamente.

Le istanze possono essere presentate a partire dal 15/06/2020 sino al 13/08/2020

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*Per quanto riguarda la determinazione dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi di aprile 2020 e aprile 2019 occorre far riferimento alla data di effettuazione delle operazioni di cessione dei beni e di prestazione dei servizi. Pertanto, andranno considerate le fatture (al netto dell’IVA) con data di effettuazione dell’operazione compresa tra il 1° e il 30 aprile e, in caso di fatture differite emesse entro il 15 maggio 2020 e 2019, occorrerà far riferimento alla data del DDT (cessioni di beni) o del documento equipollente (prestazioni di servizio).