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I benefici del credito d’imposta per le attività di design e innovazione estetica

I benefici del credito d’imposta per le attività di design e innovazione estetica

L’importanza del personale interno altamente qualificato per l’aumento di valore delle spese agevolabili e del risparmio ottenuto dall’impresa

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All’interno della nuova Legge di Bilancio 2021 sono presenti una serie di strumenti agevolativi a supporto delle attività di ricerca e sviluppo ed innovazione a sostegno delle imprese residenti nel territorio nazionale, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare.

Fra questi strumenti vi è il credito d’imposta per attività di design e ideazione estetica, il quale supporta le attività di design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica.

Per le imprese che sostengono tali attività è riconosciuto un credito d’imposta pari al 10% delle spese agevolabili nel limite massimo di 2 milioni di euro di spesa.

Le attività ammissibili al credito d’imposta devono essere finalizzate ad innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e di altri elementi non tecnici o funzionali; quali, ad esempio, le caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della struttura superficiale, degli ornamenti (per prodotto si intende qualsiasi oggetto industriale o artigianale, compresi i componenti di prodotti complessi, gli imballaggi, le presentazioni, i simboli grafici e caratteri tipografici).

Inoltre per le imprese operanti nel settore dell’abbigliamento e negli altri settori nei quali è previsto il rinnovo a intervalli regolari dei prodotti, sono considerate attività ammissibili al credito d’imposta i lavori relativi alla concezione e realizzazione di nuove collezioni o campionari che presentino elementi di novità rispetto alle collezioni e ai campionari precedenti con riguardo ai tessuti o ai materiali utilizzati, alla loro combinazione, ai disegni e alle forme, ai colori o ad altri elementi rilevanti. Al fine del credito d’imposta sono esclusi i lavori finalizzati al semplice adattamento di una collezione o campionario esistente attraverso l’aggiunta di un singolo prodotto o la modifica di una sola caratteristica dei prodotti esistenti, come ad esempio la modifica unicamente dei colori, o di un elemento di dettaglio.

Le attività ammissibili al credito d’imposta riguardano comunque la sola fase precompetitiva che termina con la realizzazione dei campionari non destinati alla vendita.

Fra le voci di spesa ammissibile rientrano le a) spese del personale dipendente, di lavoro autonomo o altro rapporto di lavoro, b) le quote di ammortamento e/o i canoni di locazione finanziaria relativi ai beni materiali mobili e ai software utilizzati nel design, c) spese per contratti per attività di design e innovazione estetica extra muros, d) spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti alle attività di design, e) spese per materiali e forniture.

Tutte le spese sono ammissibili nella misura del 100%, ad eccezione delle spese per la lettera b), d) ed e) con un limite massimo complessivo del 30% delle spese del personale previste alla lettera a).

Tale aspetto mostra l’importanza cruciale delle spese relative al personale interno di giovane età, altamente qualificato ed al primo impiego a contratto a tempo determinato, che maggiora la base imponibile di calcolo del 150% a sintomo della spinta che il governo intende dare all’occupazione giovanile in ambiti che richiedono un alta qualifica professionale.

Sulla base delle percentuali previste dallo strumento agevolativo per le spese ammissibili ed in base alle simulazioni di calcolo effettuate per attività di design ed ideazione estetica, emerge un risparmio rispetto alle spese sostenute che potrebbe essere compreso fra l’8 e l’11%, dove ad un maggior beneficio corrisponde la presenza di personale altamente qualificato, under 35 al primo impiego con contratto a tempo indeterminato.

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