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Le considerazioni finali del Governatore di Banca d’Italia per le imprese italiane

Le considerazioni finali del Governatore di Banca d’Italia per le imprese italiane

Nonostante le politiche messe in atto a sostegno della ricerca e sviluppo e del recupero dei mancati ricavi durante il periodo pandemico, devono essere fatti ulteriori sforzi a supporto della diffusione digitale e di migliori pratiche di gestione aziendale

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Il Governatore della Banca d’Italia ha affrontato nelle sue decime Considerazioni finali le valutazioni dell’impatto che la pandemia da Covid-19 ha avuto sul sistema economico italiano e sulla stessa organizzazione sociale del Paese.

Gli effetti della pandemia sui bilanci di molte imprese, sulle libertà personali, sull’organizzazione del lavoro e sull’aggregato chiamato PIL sono del tutto paragonabili a quelli di un’economia post bellica: è necessario ricostruire per dare un futuro alle nuove generazioni e, per far questo, la sterzata dovrà essere decisa.

Le considerazioni finali espresse da Ignazio Visco nella conferenza del 31 maggio scorso rispetto alle imprese italiane si sono concentrate su una serie di aspetti:

  • a partire dalla grande crisi finanziaria del 2008, si è innescato un processo di selezione delle imprese e ridistribuzione delle risorse che ha portato in maggior risalto le aziende più competitive e con una struttura finanziaria più solida,
  • il tessuto produttivo delle imprese che hanno visto una drastica riduzione della produzione e dei ricavi, con squilibri di bilancio contribuisce a circa un sesto del totale delle occupazioni, a cui dovranno mirare i maggiori sostegni da parte del Governo, in parallelo le aziende con un’elevata capacità di ripresa potranno essere oggetto di interventi a sostegno della patrimonializzazione. Sotto quest’ultimo profilo, il discorso si scinde rispetto alle piccole e medie imprese oggetto di rafforzamento delle politiche a sostegno dell’incentivazione fiscale per il ricorso al capitale proprio, mentre per le grandi imprese saranno a disposizione fondi a specifiche condizioni e per la patrimonializzazione.
  • Sebbene le banche rappresentino il principale canale di finanziamento per le imprese, dovranno essere colte le opportunità derivanti dalla liquidità disponibile per gli investitori nel mercato dei capitali,
  • la rimozione di alcuni vincoli esterni ed interni al sistema produttivo rispetto alla sviluppo della finanza di mercato deve essere prioritaria, per un tessuto produttivo caratterizzato principalmente da gestione di piccola entità e da ambienti poco favorevoli alla scarsa diffusione di buone prassi gestionali,
  • in linea con quanto emerso negli ultimi mesi dati riportati da ISTAT e da Confindustria, la spesa privata in ricerca e sviluppo resta molto più bassa di quella di Francia e Germania, nonché della media dei paesi avanzati, sebbene siano stati fatti dei progressi stimolati anche dalle politiche economiche.

In tal senso risultano quindi fondamentali non solo gli interventi a sostegno della finanza e del settore dei piccoli istituti di credito, ma anche le politiche nella direzione di un interventismo forte evitando l’austerity a sostegno della digitalizzazione dei processi di produzione, del miglioramento della gestione aziendale e degli investimenti in innovazione e ricerca e sviluppo per aumentare la competitività a livello nazionale ed internazionale.

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