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Modificato e potenziato l’incentivo “Cultura Crea”

Modificato e potenziato l’incentivo “Cultura Crea”

Finanziamento a tasso 0 più un contributo a fondo perduto per le imprese dell’industria culturale e del terzo settore

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale del Mibact del 10 dicembre 2020 che introduce modifiche ed integrazioni all’attuale disciplina relativa al bando “Cultura Crea”, incentivo volto a sostenere le imprese culturali e creative ubicate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia che puntano a valorizzare il patrimonio culturale e territoriale.

L’agevolazione consiste in un finanziamento a tasso 0 e un contributo a fondo perduto sulle spese ammissibili, diversificati nei tre titoli di cui è composto il bando.

Le modifiche introdotte riguarderanno l’ampliamento del territorio di intervento, dei beneficiari e delle spese ammissibili.

I beneficiari di tale misura sono:

  • Startup: per la nascita di nuove imprese di micro, piccola e media dimensione della filiera culturale e creativa;
  • Imprese Consolidate: per la crescita e l’integrazione delle categorie elencate nel punto precedente, alle quali si aggiungono quelle relative allo spettacolo ed alle filiere dei prodotti tradizionali e tipici;
  • Imprese Sociali: per aiutare i soggetti del terzo settore nelle attività collegate alla gestione di beni, servizi e attività culturali, favorendo forme di integrazione.

Inoltre, per i soggetti beneficiari vengono introdotti un servizio di tutoring e due ulteriori sportelli, uno dotato di regole destinate alle imprese della filiera culturale e creativa ed uno dedicato a chi è stato danneggiato dall’attuale pandemia COVID-19.

Gli incentivi dell’agevolazione “Cultura Crea” si dividono in 3 titoli, che saranno articolati come di seguito:

  • TITOLO 2: “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale” rivolto alle imprese dell’industria culturale, comprese le cooperative, costituite entro i 36 mesi. L’incentivo, in questo caso, finanzia la costituzione di una impresa purché quest’ultima avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni, per programmi di investimento fino a 400.000 euro.

Le percentuali del finanziamento agevolato a tasso 0 e del contributo a fondo perduto possono aumentare fino al 45% delle spese ammesse (superando così il 40% precedentemente stabilito dal regolamento de minimis) se i progetti presentati provengono da imprese femminili, giovanili o in possesso del rating di legalità.

  • TITOLO 3: “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale e turistica” rivolto alle imprese dell’industria culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e del settore manifatturiero tipico locale costituite in forma societaria da non meno di 36 mesi, comprese le cooperative, per programmi di investimento fino a 500.000 euro.

Le aree di intervento sono: servizi per la fruizione turistica e culturale, promozione finalizzata alla valorizzazione delle risorse culturali, recupero e valorizzazione di produzioni tipiche locali.

Nel caso di impresa femminile, giovanile o in possesso del rating di legalità, l’agevolazione prevede la possibilità di innalzare la percentuale di finanziamento agevolato a tasso zero dal 60% al 65% della spesa ammessa. Inoltre, si innalza la soglia del contributo a fondo perduto, che passa dal 20% al 25% della spesa ammessa.

  • TITOLO 4: “Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale” il quale finanzia imprese (incluse le cooperative) e soggetti del settore terziario che hanno programmi di investimento fino a 400.000 euro in una o più delle seguenti aree di intervento:
  • attività collegate alla gestione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio
  • attività collegate alla fruizione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio
  • attività di animazione e partecipazione culturale.

In quest’ultimo caso, l’agevolazione prevede un contributo a fondo perduto fino all’80% della spesa ammessa, elevabile al 90% in caso di impresa femminile, o impresa giovanile o in possesso del rating di legalità.

In tutti e tre i casi la quota di investimenti non coperta dalle agevolazioni deve essere finanziata dalle imprese beneficiarie con risorse proprie.

Le domande per le differenti tipologie di incentivo dovranno essere presentate esclusivamente online, tramite il sito di Invitalia.

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