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Piano Nazionale Ripresa e Resilienza: i contenuti e le risorse destinate per il rilancio dell’Italia

Piano Nazionale Ripresa e Resilienza: i contenuti e le risorse destinate per il rilancio dell’Italia

Lo scorso 30 aprile, a seguito della presentazione alle Camere, è stato consegnato alla Commissione Europea il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, quali contenuti e risorse destinate?

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Lo scorso 26 aprile il presidente del Consiglio Mario Draghi ha presentato alle Camere il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Recovery Plan) ed il 30 aprile la medesima versione è stata inviata a Bruxelles per le valutazioni da parte della Commissione Europea.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza fa parte di una raccolta di programmi e progetti più ampia denominata Next Generation spalmata su un orizzonte temporale che terminerà nel 2026.

Nello specifico, il PNRR congiuntamente agli altri programmi, determinano una dotazione di risorse pari a 235,6 miliardi di euro, suddivisi in questo modo:

  • 191,5 miliardi di € della Recovery and Resilience Facility,
  • 31 miliardi di € dal Fondo complementare,
  • 13,5 miliardi di € del programma React-Eu.

I 191,5 miliardi di euro del RRF si dividono in 68,9 miliardi di euro in sovvenzioni e 122,6 miliardi di euro in prestiti.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si caratterizza per avere 3 assi strategici prioritari, 6 missioni, 16 componente caratterizzate dai relativi investimenti e riforme.

Gli assi strategici e le priorità trasversali sono:

  • La digitalizzazione e l’innovazione di processi, prodotti e servizi che rappresentano un fattore determinante della trasformazione dell’Italia e che contraddistingueranno ogni politica di riforma del Piano,
  • La transizione ecologica, come base per lo sviluppo italiano, europeo e globale così come indicato dall’Agenda 2030 dell’ONU e dai nuovi obiettivi europei per il 2030,
  • La garanzia di una piena inclusione sociale come asse fondamentale per migliorare la coesione territoriale, aiutare la crescita dell’economia e superare diseguaglianze profonde spesso accentuate dalla pandemia.

Le 6 missioni previste dal PNRR si focalizzano su:

Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura: supportare la transizione digitale del Paese, nella modernizzazione della pubblica amministrazione, nelle infrastrutture di comunicazione e nel sistema produttivo con una particolare attenzione rivolta ai settori del turismo e della cultura altamente influenzati dalla pandemia.

Missione 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica: l’obiettivo è di trasformare l’attuale società attraverso la transizione verde ed ecologica della società e dell’economia verso un sistema sostenibile sotto il profilo ambientale aumentando la competitività del paese non solo sotto il profilo tecnologico ed economico, ma verso una visione più ampia che tenga sempre in considerazione il presente ed il futuro del pianeta.

Missione 3 – Infrastrutture per una mobilità sostenibile: l’obiettivo di questa missione è di supportare la trasformazione delle infrastrutture verso una mobilità sostenibile, sostenendo l’ampliamento della rete dell’alta velocità, potenziando le reti regionali, soprattutto nel mezzogiorno e potenziando il trasporto merci verso una logica intermodale che combini le soluzioni aree e ferroviarie con quelle portuali.

Missione 4 – Istruzione e ricerca: Punta a colmare le carenze strutturali, quantitative e qualitative, dell’offerta di servizi di istruzione nel nostro Paese, in tutto in ciclo formativo.

Include anche un significativo rafforzamento dei sistemi di ricerca di base e applicata e nuovi strumenti per il trasferimento tecnologico, per innalzare il potenziale di crescita.

Missione 5 – Coesione e inclusione: Investe nelle infrastrutture sociali, rafforza le politiche attive del lavoro e sostiene il sistema duale e l’imprenditoria femminile. Promuove inoltre il ruolo dello sport come fattore di inclusione.

Missione 6 – Salute: È focalizzata su due obiettivi: il rafforzamento della prevenzione e dell’assistenza sul territorio, con l’integrazione tra servizi sanitari e sociali, e l’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Le risorse destinate, escludendo i fondi complementari, dal presente PNRR a ciascuna missione sono scomposte come di seguito:

  • circa 40 miliardi di euro per la missione 1,
  • circa 59 miliardi di euro per la missione 2,
  • circa 25 miliardi di euro per la missione 3,
  • circa 30 miliardi di euro per la missione 4,
  • circa 19 miliardi di euro per la missione 5,
  • circa 15 miliardi di euro per la missione 6.

Il piano ha dovuto inoltre mostrare come il paese contribuisca ad affrontare in modo efficace tutte o un sottoinsieme significativo delle sfide, individuate nelle pertinenti Raccomandazioni specifiche per paese (Country Specific Recommendations, CSR).

Punto finale, ma non di secondaria importanza sta nella necessità di attuare una serie di riforme in risposta all’accelerazione necessaria per mettere in atto gli investimenti per ciascuna delle 16 componenti individuate dalle 6 missioni. In tal senso le riforme previste dal PNRR sono: orizzontali, abilitanti e settoriali.

Con questo Piano l’Italia intende cambiare rotta su una serie di aspetti che gli attuali cambiamenti a livello globale impongono a ciascuno Stato. Si resta in attesa del giudizio e della valutazione della Commissione Europea atteso nell’estate.

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Sintesi PNRR




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