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Ricerca ed Innovazione come volano per la crescita delle aziende italiane

Ricerca ed Innovazione come volano per la crescita delle aziende italiane

Una overview sull'agevolazione dei costi di ricerca e sviluppo ed innovazione tecnologica: definizioni, spese agevolabili e considerazioni

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La digitalizzazione, l’innovazione e la competitività rappresentano attività fondamentali nel PNRR per aumentare la competitività, la produttività e la sostenibilità delle aziende italiane: lo stato, perciò, con il credito d’imposta in ricerca e sviluppo e innovazione tecnologica spinge le aziende a innovarsi sempre più per ambire a significativi benefici fiscali.

Per poter usufruire di questi incentivi fiscali è fondamentale individuare e qualificare quelle attività aziendali che costituiscono ricerca, sviluppo e innovazione, oltre ad individuare in maniera corretta i costi elegibili: una materia complicata se non analizzata con il supporto degli esperti, dal momento che individuare e discriminare le attività tra ricerca e sviluppo ed innovazione tecnologica non è qualcosa di banale.

Innanzitutto occorre considerare che tutte le imprese situate nel territorio dello Stato (ivi incluse le stabili organizzazione di soggetti non residenti) possono usufruire dei crediti d’imposta per Ricerca e Sviluppo ed innovazione: per usufruirne la società dovrà essere in regola sia con la normativa prevista in materia di salute e sicurezza suoi luoghi di lavoro, sia con gli adempimenti degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e non dovrà essere sottoposta ad una procedura prevista dalla legge fallimentare o in liquidazione volontaria.

Sono agevolabili i costi relativi a spese per il personale impiegato in attività R&D o di innovazione tecnologica; quote di ammortamento, canoni di locazione e altre spese relative ai beni materiali mobili e ai software, impiegati per il compimento delle attività agevolabili; spese per contratti di ricerca extra muros; quote di ammortamento relative all’acquisto da terzi, anche in licenza d’uso, di privative industriali relative ad un’invenzione industriale o biotecnologica, ad una tipografia di prodotto (valevole solo per il credito R&D); spese per servizi di consulenza e servizi inerenti alle attività R&D e di innovazione tecnologica; spese per materiali per la realizzazione di prototipi, materiali, forniture o prodotti analoghi funzionali allo svolgimento dell’attività oggetto di agevolazione.

Una attività per essere considerata di Ricerca e Sviluppo deve essere qualificata come ricerca di base o ricerca industriale e sviluppo sperimentale operata dalla norma tenendo in considerazione i principi generali e i criteri elaborati dall’OCSE nel Manuale Frascati.

Costituiscono invece attività di innovazione tecnologica ammissibili al credito d’imposta i lavori, diversi da quelli di ricerca e sviluppo, finalizzati alla realizzazione o all’introduzione di prodotti o processi nuovi o significativamente migliorati, rispetto a quelli già realizzati o applicati dall’impresa. In questo caso si fa riferimento al Manuale di Oslo che detta i criteri per considerare una attività come innovazione tecnologica ammissibile al credito.

I risultati dell’azienda dovranno essere descritti all’interno di una relazione tecnica che costituirà elemento probatorio teso a supportare l’iter e le ragioni che hanno giustificato l’inclusione delle attività e degli studi condotti come attività agevolabile: questo documento avrà una rilevanza fondamentale per comprovare l’agevolabilità dei costi sostenuti.

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