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Risorse PNRR e cumulabilità tra gli incentivi

Risorse PNRR e cumulabilità tra gli incentivi

Incentivi da PNRR con divieto di cumulo

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Al fine di rafforzare la competitività del sistema produttivo nazionale verso la digitalizzazione, l’innovazione tecnologica e l’internazionalizzazione delle imprese, la Componente 2 della Missione 1 del PNRR ha previsto una serie di interventi tra loro complementari. Fra questi, in particolare, la misura Investimento 1 Transizione 4.0 è tesa ad aumentare la produttività, la competitività e la sostenibilità delle imprese italiane nel contesto internazionale. La misura consiste nel riconoscimento di tre tipologie di crediti di imposta alle imprese che investono in:

  • beni capitali (articolo 1, commi 189-190, della Legge n. 160 del 2019 e articolo 1, commi 1051 e successivi della Legge n. 178 del 2020);
  • ricerca, sviluppo e innovazione (articolo 1, commi 198 e successivi, della Legge n. 160 del 2019;
  • attività di formazione alla digitalizzazione e di sviluppo delle relative competenze (articolo 1, commi da 46 a 56, della Legge n. 205 del 2017).

Agevolazioni riepilogate nella Risoluzione n. 68/E del 2021 che ha evidenziato gli incentivi che sono cofinanziati dal Pnrr e confermato che gli stessi attingono già dal 2021 alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Le misure citate si caratterizzavano già per uno specifico regime di cumulabilità.
Ad esempio, l’articolo 1, comma 1059, prevede che l’agevolazione credito di imposta per l’acquisto di beni rilevanti ai fini del programma Transizione 4.0, è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi a condizione che tale cumulo, tenuto conto della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta sulle attività produttive, non porti al superamento del costo sostenuto. Questo ha, fino ad oggi, consentito la possibilità di cumulare, nei limiti appena descritti, fra bonus sud (articolo 1, comma 98 e seguenti, della Legge n. 208 del 2015) e credito di imposta investimento 4.0.

Con il Regolamento UE 2021/241 del 12 febbraio 2021 ha istituito il dispositivo per la ripresa e la resilienza e ha previsto l’impossibilità di finanziare due volte la stessa spesa nell’ambito del Pnrr e di altri programmi dell’Unione Europea (rif. Art. 9)

A questo si aggiunge una Faq di SIMEST nell’ambito dell’“operatività in PNRR” dove si chiarisce che “la Delibera Quadro e la Circolari escludono la finanziabilità di spese oggetto di altra agevolazione pubblica (anche agevolazioni pubbliche che non costituiscono aiuto di Stato, come ad esempio le misure di credito di imposta che abbiano ad oggetto i medesimi costi) e impongono il rispetto dell’obbligo di assenza del c.d. ”doppio finanziamento” (ossia il divieto di doppia copertura dei medesimi costi), fattispecie ulteriormente definita dalla Circolare MEF n. 21/2021 e dal relativo allegato tecnico.”

La Circolare MEF n. 21 del 14 ottobre 2021 ha esteso il divieto di doppio finanziamento aggiungendo, oltre agli strumenti della UE, anche le “risorse ordinarie del bilancio statale”. Andando così ben oltre la disposizione del regolamento UE. Di conseguenza, il divieto di doppio finanziamento per lo stesso costo non riguarda solo strumenti e programmi dell’Unione, ma si estende a incentivi finanziati con risorse del bilancio statale. Quindi qualsiasi iniziativa finanziata dal PNRR sarà caratterizzata dall’assoluto divieto di cumulo con qualsiasi altro tipo di agevolazione.

In sintesi, si resta in attesa di chiarimenti da parte delle Autorità per capire la questione dell’effettiva cumulabilità degli incentivi finanziati dal PNRR.

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